Norwegen_Bergen 196A maggio 2012, la nostra associazione ha partecipato alla visita studio da tema “Improving informed student choices through collaboration of school and enterprises” (Potenziare le scelte consapevoli degli studenti attraverso organizzata nell’ambito del programma LLP (Lifelong learning programme), organizzata dal Municipio di Karmøy(Norvegia) in collaborazione con la CEDEFOP (European centre for the development of vocational training).

Il tema della visita di studio  era  concerneva il potenziamento della scelta consapevole da parte degli studenti attraverso la collaborazione tra scuola e azienda. Una caratteristica del sistema Norvegese è la VET (Vocational Education and Training: formazione e istruzione professionale) costruita sulla cooperazione tra tre parti: l’educazione (definita sia a livello nazionale sia regionale), le associazioni di lavoratori e di datori di lavoro.

A livello nazionale vi è il Concilio Nazionale per la VET gestito dal Ministro che ha la funzione consigliare e assumere iniziative all’interno delle VET. Ogni programma VET ha un suo Concilio. A livello regionale, la VET annovera un ufficio in ogni contea con funzioni consulenziali.
Le autorità a livello nazionale, il Ministro dell’educazione e il Consiglio di amministrazione per l’istruzione e la formazione, sono responsabili del curriculum/programma di studio, della struttura VET e delle azioni.

Le autorità al livello della contea (regione amministrativa) sono responsabili della ripartizione dei VET, dell’erogazione dei finanziamenti forniti dal budget statale (inclusi gli apprendistati, dell’erogazione degli apprendistati e delle supervisioni).

Questo sistema prevede le Vocational School, scuole fortemente orientate verso la professionalizzazione a cui gli studenti accedono dai 13 anni ai 15 anni (lower secondary school). Successivamente gli studenti (da 16 a 18 anni) possono scegliere uno dei nove programmi di istruzione professionale: produzione tecnica e industriale; elettricità ed elettronica; costruzione ed edilizia; ristorazione e processo nutritivo; cura sociale e della salute; media e comunicazione; agricoltura, pesca e selvicoltura; servizi e trasporto; disegno, arte e mestieri. Il modello standard dei VET è definito 2+2 ed indica un programma di formazione di 4 anni suddiviso in due anni di formazione scolastica seguito da due anni di formazione aziendale. Tale modello è flessibile a seconda dei programmi. In breve, uno studente sceglie tra diverse specializzazioni a 12 anni per poi specializzarsi ulteriormente a 13. Se vuole trasferirsi in un Programma Generale di Studi deve completare un anno di formazione integrativa.

La visita di studio si è svolta prevalentemente nella contea di Rogaland ed era orientata a far conoscere la parte locale di questo sistema triparto della VET. In ogni tappa è stata fatta una presentazione ufficiale da parte di diversi membri dell’organizzazione ospitante e poi vi è stata la visita guidata all’interno.
Per quanto riguarda le scuole, sono state visitate: la Holmen school, scuola secondaria inferiore alternativa per formare i costruttori a costruire edifici e grandi imbarcazioni in legno (durante la visita stavano costruendo “Alma”, una barca a vela molto grande che è stata messa in mare dopo pochi giorni dalla nostra partenza), la Karmsund Vocational School, scuola professionale divisa in diversi dipartimenti dedicati alla formazione degli elettricisti, delle figure che operano nell’ambito della ristorazione e degli operatori specializzati nella cura della salute e sociale, la Haugaland Vocational School, scuola professionale che forma in diversi ambiti tra cui, design e creazione, tecniche di costruzione, tecniche di comunicazione, cura sociale e sanitaria, tecniche industiali etc.
Per quanto riguarda le aziende, sono state visitate: la Rica Maritim Hotel, catena di hotel presso cui eravamo anche ospiti, la Haugaland Kraft una delle produttrici di energia più importanti della Norvegia dell’area, la Solstad Offshore, compagnia marittima.
Per quanto riguarda le istituzioni, sono state visitate: Haugalandet School-Enterprises, un’organizzazione intermunicipale che si occupava dei rapporti tra scuola e aziende e di promuovere iniziative orientate a facilitare la scelta consapevole del futuro lavorativo da parte dei giovani, il Municipio di Karmøy e il Centro municipale di Psicologia e Pedagogia.

Il principale valore aggiunto risiedeva nella opportunità di conoscere una realtà organizzata in modo differente dall’Italia e di poter interloquire contemporaneamente con esponenti esperti provenienti da diversi parti d’Europa: Francia, Germania, Regno Unito, Estonia, Lettonia, Belgio, Spagna, Portogallo, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Il confronto è stato formalmente istituito con le presentazioni ufficiali di ogni partecipante, i momenti di discussione in aula e nel lavoro di gruppo conclusivo di ogni giornata.

L’elevata competenza e l’esperienza collegata alle posizioni di rilievo ricoperte nei rispettivi Paesi di provenienza hanno reso la visita di studio di alto livello professionale e umano.
Inoltre, la Norvegia rappresenta sicuramente un esempio di successo per l’investimento sulla formazione che rappresenta il fattore strategico per la realizzazione dei giovani, soprattutto quella professionale. Per quanto riguarda le scuole professionali si coglie lo stretto nesso tra percorso scolastico e attività lavorativa che vengono pensati e realizzati in sinergia fornendo agli studenti esclusivamente le nozioni e le competenze utili a svolgere la specifica mansione lavorativa ed in totale flessibilità rispetto alle specifiche esigenze dei singoli. Tutti questi aspetti sono difficilmente rintracciabili in Italia, laddove la prevalenza di logiche di appartenenza a potere nella collocazione lavorativa sta sempre più sminuendo il valore della formazione stessa e le scuole, anche quelle professionali, restano prevalentemente distaccate dal mondo del lavoro e, tranne alcuni virtuosi esempi, restano comunque lontane dal fornire agli studenti gli strumenti per transitare nel lavoro. Infine, la Norvegia costituisce un esempio da imitare perché virtuosamente riesce a accompagnare i singoli nella scelta del proprio futuro facendo sentire i giovani all’interno di un sistema di appartenenza alla comunità che si fa carico della loro situazione. Anche questo aspetto è molto differente dall’Italia, infatti dallo studio da noi effettuato emerge che gli studenti si sentono soli e senza criteri in balia dell’incertezza del futuro.